Regole fisiche e meccaniche nella progettazione e costruzione di ortesi per crolli vertebrali e osteoporosi
Osteoporosi
Malattia degenerativa della massa ossea, colpisce prevalentemente le donne in età post-menopausale, interessa tutta la struttura ossea, causando cedimenti e fratture, ma senza dubbio, è la colonna vertebrale a pagare le più gravi conseguenze. L'osteoporosi produce infatti sul rachide, conseguentemente al collasso di una o più vertebre, mutamenti morfologici e strutturali importanti, tendenti al lento peggioramento continuo nel tempo. Oltre ai danni intrinseci del rachide, assistiamo a riduzione dell'altezza generale anche oltre i 10 cm., la riduzione interessa esclusivamente la colonna, le gambe conservano le normali dimensioni, la capacità vitale si riduce per la riduzione volumetrica del torace, l'addome si espande per dare più spazio agli organi interni.
Per quanto è possibile, l'ideale sarebbe prevenire l'insorgenza di questa malattia, o comunque provvedere a non farla peggiorare. Ad oggi, la migliore prevenzione e la migliore strategia conservativa, deve prevedere, oltre ad una giusta alimentazione, anche una quotidiana attività motoria compatibile con l'età e con la gravità.
L'osteoporosi interessa generalmente più vertebre, con cedimenti prevalentemente a cuneo con base posteriore (cifosizzanti), dislocati spesso nel tratto di passaggio dorso-lombare.
Il corsetto, in questi casi, deve essere pensato, non come uno strumento correttivo, ma come un dispositivo per fare ginnastica e per memorizzare un assetto posturale migliore, naturalmente da usare part-time.
I tradizionali busti in stoffa e stecche, più adatti per il tratto lombo-sacrale, non sono efficaci, gli eventuali spallacci non hanno alcuna possibilità di funzionare, perché il loro punto di applicazione è troppo basso (figura a sinistra) per poter essere efficaci dovrebbero partire da sopra la testa (figura a destra).
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